██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Tirano
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwjaTirano (mwjqTiràn in mwjgdialetto valtellinese, mwjwTiraun in mwkaromancio, mwkqThiran in mwkgtedesco desueto) è un mwkwcomune italiano di mwla8 837 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmqprovincia di Sondrio in mwmgLombardia. A pochissimi minuti dal mwmwconfine con la Svizzera, è reso celebre per il suo mwnasantuario mariano, e per essere capolinea meridionale della mwnqlinea ferroviaria Tirano-mwngSankt Moritz (mwnwFerrovia del Bernina).
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Cucina
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Ciclismo
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
Paese situato a circa 2mwow km dal confine con la mwpaSvizzera, è un importante centro turistico e luogo d'incontro di diverse vie di comunicazione: si trova infatti in corrispondenza dell'intersezione tra la mwpqStrada Statale n. 38 (cosiddetta "Statale dello mwpgStelvio") e della strada che porta al mwpwPasso del Bernina ed in mwqaEngadina ed inoltre è capolinea delle linee ferroviarie Tirano-mwqqMilano tramite la mwqgFerrovia della Valtellina (mwqwFerrovie dello Stato) e Tirano-mwraSankt Moritz (mwrqFerrovia Retica).
«Sino a Tirano la Valtellina sale lentamente assai, e perciò la vegetazione si
mantiene quasi ovunque lussureggiante si ma immutata»
(Fabio Besta, "Guida alla Valtellina ed alle sue acque minerali", 1884)
Sorge a un'altitudine di 441 m ed è contornato dalle montagne: a sud le mwsaAlpi Orobie valtellinesi, a nord il mwsqmassiccio del Bernina e a nord-est quello dello mwsgStelvio. L'abitato è situato nei pressi della confluenza dei fiumi mwswAdda e mwtaPoschiavino e delle valli in cui questi scorrono, rispettivamente la mwtqValtellina e la mwtgVal Poschiavo, quest'ultima pressoché interamente ubicata in territorio svizzero. È considerato dai valtellinesi il primo paese dell' "Alta Valle".cite-ref-5[5]
L'importanza della posizione geografica del centro, che spinse mwvaLudovico il Moro a fortificare l'abitato, seppe garantire un certo benessere, di cui danno testimonianza i bei palazzi signorili eretti tra mwvqXVI e mwvgXVII secolo.
È rinomata anche per la presenza di un santuario mariano posto nella parte settentrionale dell'abitato.
Origini del nome
L' ipotesi più accreditata è quella che fa risalire Tirano al nome "Tirius", un cittadino romano che possedeva un appezzamento in questi luoghi, da cui i termini "Tirianum o Terianum" che letteralmente significano "di Tirius, appartenente a Tirius". Il passo da Tirianum a Tirano sarebbe frutto della volgarizzazione del latino. Un'altra ipotesi, forse troppo audace, fa derivare il nome da “inter amnes” cioè tra i fiumi o da "Turris amnis" cioè torre dei fiumi, infatti, la città si trova tra i fiumi Adda e Poschiavino. L'ipotesi più suggestiva, ma anche la meno accreditata, farebbe derivare il nome dai Tirreni, antico popolo dalle tinte leggendarie che abitò l'Italia pre-romana.cite-ref-6[6]
Storia
Le origini antiche
Fu abitata già in epoca preistorica, come dimostrano le incisioni rupestri, i pugnali del mwyqXVIII secolo a.C. e la stele dell'mwygetà del rame ora sita presso lmwyw'mwzaAntiquarium Tellinocite-ref-referencea-7-0[7]. Sulla base dei reperti ritrovati pare accertata la presenza di etruschi e celti sull'area, ma si può ritenere che il nucleo originario della città di Tirano abbia avuto origini romane e che sia sorto ai piedi del pendio di Roncaiola giungendo sino alle sponde dell'mwaqAdda già in età imperialecite-ref-referencea-7-1[7].
Col crollo dell'Impero, la città venne conquistata dai Longobardi e successivamente passò entro le dipendenze della mwbwDiocesi di Como. Tirano nella storia si è sempre trovata in una posizione strategica di primaria importanza, di cui si occuparono le Cancellerie di mwcaParigi, mwcqVienna, mwcgVenezia e mwcwMadrid. Infatti, chi possedeva il castello ed il relativo borgo fortificato possedeva le chiavi d'accesso all'mwdaEngadina, al mwdqlago di Como, all'mwdgImpero germanico ed alla mwdwSerenissima Repubblica di Venezia, i cui confini includevano la vicina mweaValcamonica. A Tirano il Castello del Dosso venne costruito proprio per iniziativa vescovile, e sarà alla base della contesa tra guelfi e ghibellini nel paese, fervente la rivalità tra l'influenza dei comaschi e dei milanesi sul borgocite-ref-referencea-7-2[7].
Il periodo medievale e sforzesco
Dopo una breve signoria dei Capitanei di Stazzona, Tirano cadde come tutta la mwgwValtellina sotto la dominazione dei mwhaVisconti che divennero nel contempo signori di mwhqMilano e mwhgComo. Nel mwhw1457 anche la città venne obbligata a prestare giuramento all'effimera mwiaRepubblica Ambrosiana per poi tornare sotto il dominio ducale con gli mwiqSforza, ai quali rimase sino al mwig1487 quando i Grigioni occuparono mwiwBormio e, scendendo per la Valtellina, depredarono e saccheggiarono l'area abitata tiranesecite-ref-referencec-8-0[8].
mwkqLudovico il Moro, duca di Milano, temendo di perdere la città e il suo territorio, si apprestò pertanto a fortificarla con la costruzione di una cerchia di mura difensive. L'architetto mwkgGiovanni Antonio Amadeo, eletto nei ranghi degli ingegneri ducali, nel mwkw1488mwla si era recato a Piattamala (frazione di Tirano) per procedere al "restauro delle fortificazioni" locali, poiché il duca aveva ragione di temere della nuova politica aggressiva degli Svizzeri. Alla sconfitta degli sforzeschi, però, assieme a tutto il mwlqDucato di Milano, Tirano passò nelle mani dei francesi che dal mwlg1512 dovettero cederla alla mwlwRepubblica delle Tre Leghe, poi Cantone dei Grigioni.
Avvenimento chiave nella storia di Tirano fu la dichiarazione da parte della comunità cattolica della miracolosa apparizione della Madonna il 29 settembre mwmq1504, con la successiva edificazione del santuario dedicato alla Beata Vergine. Nei decenni seguenti la Basilica divenne baluardo del cattolicesimo contro la diffusione della mwmgriforma protestante promossa dalle Leghe grigionesi, questione non certo destinata a concludersi nel Cinquecento come si vedrà in seguito.cite-ref-9[9].
La vocazione commerciale della città si focalizzò nel mwoa1514 quando, su autorizzazione del governo grigione, nelle zone adiacenti al santuario e per più giorni si tenne la fiera di mwoqSan Michele, una vera e propria fiera internazionale che aveva la durata di due settimane, nella quale i mercanti erano ospitati con le loro merci nei fondaci (alcuni ancora esistenti) e dove i prodotti di mwogVenezia, d'mwowAustria e di mwpaFrancia venivano commercializzati.cite-ref-referenceb-10-0[10].
Questioni religiose dei secoli XVI-XVII
Nel mwsa1580 il paese accolse la visita pastorale dell'Arcivescovo di Milano, mwsqSan Carlo Borromeo, che trascorse nella cittadina una notte intera in preghiera al Santuario, della cui Madonna era fervente devoto e che favorì con ogni suo mezzo come già aveva fatto per un altro santuario mariano post-tridentino, mwsgquello di Corbetta (MI).cite-ref-11[11] Dopo pochi anni, il vescovo di Como, mwtwFeliciano Niguarda, si recò in visita pastorale a tutta la mwuaValtellina, e dagli atti del suo viaggio si possono trarre dati di rilievo per la ricostruzione delle vicende storiche del paese alla fine del XVI secolo.
Nel mwug1606 vennero pubblicati per la prima volta i "Capitoli novi della magnifica università di Tirano", un insieme di leggi per la regolamentazione della vita dei cittadini di Tirano, sul modello di regolamenti che similmente si erano diffusi in Svizzera, anche se i rapporti con i Grigioni si fecero sempre più aspri soprattutto per i numerosi attriti di stampo religioso che ponevano come sempre i cattolici valtellinesi in contrasto con la maggioranza mwuwprotestantecite-ref-12[12] della Repubblica delle Tre Leghe. Il nuovo credo aveva trovato una certa diffusione presso la classe dirigente di Tirano, mentre il popolo supportava perlopiù il clero cattolico il quale temeva di perdere i propri secolari privilegi e la propria influenza sul borgo.cite-ref-referencea-7-3[7]
Nel mwyq1619, pertanto, venne convocato a Tirano un sinodo protestante e nel contempo se ne svolse uno cattolico a mwygComo presso la sede della diocesi. Questo atto era volutamente provocatorio e come tale, il 19 luglio mwyw1620, ebbe inizio a Tirano il cosiddetto "mwzaSacro Macello di Valtellina"cite-ref-13[13], una vera e propria rivolta che i cattolici intransigenti valtellinesi guidarono contro i sostenitori del protestantesimo, il che costrinse anche i Grigioni ad abbandonare molti punti chiave in città ed a fare ritorno entro i confini svizzeri. Malgrado questo tentativo avesse portato ad una separazione temporanea della Valtellina dai dominatori retici, già dal mw0q1639, con il "Capitolato di Milano", la mw0wValtellina fece ritorno sotto il dominio dei Grigioni, i quali però riaffermarono la tolleranza religiosa verso la maggioranza di fede cattolica.cite-ref-referencea-7-4[7]
Il Settecento e la Rivoluzione Francese
Nel Settecento Tirano rimase sotto la dominazione grigionese, ma già sul finire del secolo incominciarono a sentirsi le prime avvisaglie della mw4gRivoluzione francese con piccole e grandi insurrezioni che interessarono l'abitato. Il 10 ottobre mw4w1797, con il mw5aTrattato di Campoformio, l'allora Generale mw5qNapoleone Bonaparte decretò l'unione della mw5gValtellina alla mw5wRepubblica Cisalpina, sotto la reggenza di mw6aFrancesco Melzi d'Eril, e dei Grigioni alla nuova mw6qRepubblica elvetica, poi mw6gConfederazione svizzera. Fu con l'amministrazione rivoluzionaria, paradossalmente, che a Tirano si creò il primo apparato amministrativo stabile e funzionale che fece ricadere l'area del tiranese nel mw6wDipartimento dell'Adda e dell'Oglio, migliorando anche le comunicazioni interne con la costruzione di una strada che congiungeva mw7aColico a mw7qSondrio.cite-ref-referencea-7-5[7]
Irreparabile si rivelò il sequestro dei beni preziosi appartenenti al tesoro del Santuario della Madonna di Tirano nel mw8w1798, operato dalle forze francesi per il sostegno delle truppe che inviarono tali ricchezze alla capitale mw9aMilano per poi essere disperse.cite-ref-a-giussani-e-l-1926-14-0[14]
A complicare la situazione, l'8 dicembre mw-g1807 si abbatte su Tirano una calamità naturale: a causa delle molte piogge del periodo, un'enorme frana scende a valle del Monte Masuccio andando a sbarrare il corso del fiume Adda, creando una barriera di 43 metri che minaccia anche il borgo di mw-wLovero. La disgrazia sembrava essersi fermata quando, nel maggio dell'anno successivo, con lo scioglimento della neve accumulatasi nell'area durante l'inverno, la parte alta della diga naturale creatasi con la frana cedette e scese torrenzialmente mista ad acqua sino all'abitato tiranese spazzando via vigneti, terreni coltivati, case e distruggendo il ponte di comunicazione della cittadinacite-ref-referencea-7-6[7].
La dominazione austriaca e la seconda guerra d'indipendenza
Dopo il mwaqyCongresso di Vienna, la mwaqcValtellina e Tirano vennero annesse alla mwaqgLombardia e divennero parte del mwaqkRegno Lombardo-Veneto del quale condivideranno tutte le sorti, godendo ad ogni modo di un periodo di florido benessere dato da una serie di opere stradali che gli austriaci compirono nell'area, potenziando la viabilità della Valtellina e fortificarono le rive dell'Adda e proteggendo il paese da possibili esondazioni. Parallelamente venne costruita una Strada Regia che segnò definitivamente la crescita del paese che si trovò ben presto al centro di nuovi sbocchi commerciali con l'area lombarda.cite-ref-referencea-7-7[7]
Effetti quasi del tutto nulli ebbero i moti rivoluzionari del mwaq81820 e del mwara1848 nell'area valtellinese. Una risonanza ben maggiore ebbe invece la vittoria franco-piemontese alla mwareBattaglia di Magenta che spinse i consiglieri comunali di Tirano, il 6 giugno mwari1859, a votare un documento con il quale l'area del tiranese veniva annessa spontaneamente al nuovo stato italiano, patto suggellato pochi giorni dopo dal trionfale ingresso di mwarmGiuseppe Garibaldi, già vincitore nella mwarqBattaglia di Varese.cite-ref-15[15]
Dalla proclamazione del Regno d'Italia al terzo millennio
Con la proclamazione del mwasaRegno d'Italia nel mwase1861, Tirano conobbe un ulteriore periodo di sviluppo, anche se a partire dalla seconda metà del XIX secolo iniziò copioso il fenomeno dell'emigrazione. Questo fatto permise comunque il raggiungimento di alcuni obbiettivi di sviluppo fondamentali, come ad esempio la costruzione della ferrovia locale che giunse agli inizi del XX secolo, e nel mwasi1902 venne erealizzato il tratto Sondrio-Tirano, mentre nel mwasm1909 nacque la tratta St.Moritz-Tirano.
Per la sua vicinanza con la Svizzera, Tirano divenne punto di passaggio per gli ebrei (uomini, donne, bambini, anziani) che dall'Italia nel 1943-45 cercavano di passare clandestinamente il confine per sfuggire alle persecuzioni razziali. Per tantissimi (in particolare per i 250 ebrei croati internati nella vicina mwasuAprica) fu la via alla libertà; per molti (almeno 32) il luogo di arresto e la prima tappa verso la deportazione e la morte ad Auschwitz.cite-ref-16[16]
Dopo i due conflitti mondiali, Tirano conobbe il boom economico degli anni '50 e '60 con un conseguente aumento del fenomeno del mwasscontrabbando data la vicinanza con le aree della mwaswSvizzera. Col tempo, si è sviluppata anche la vocazione turistica, data la posizione strategicamente vicina a importanti luoghi di villeggiatura montana estiva e invernale.
Simboli
Lo stemma della Città di Tirano è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 21 aprile 1999.cite-ref-acs-17-0[17]
«Partito d'argento e di rosso al
castello
al naturale
, turrito di tre pezzi, aperto e finestrato del campo, sormontato da un'aquila di nero, rostrata e coronata d'oro, linguata di rosso.
»
(D.P.R. 21.04.1999, concessione di stemma e gonfalone)
La descrizione araldica della bandiera è la seguente:
«
Rettangolare, suddivisa verticalmente in due parti, una d'argento e una rossa, reca al centro lo stemma cittadino
»
(Descrizione araldica della bandiera.)
Onorificenze
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
—
3 febbraio 1998
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Santuario della Madonna di Tirano
Il Santuario della Madonna di Tirano, che sorge nella parte settentrionale dell'abitato, è da considerarsi il monumento religioso più importante della mwav4Valtellina.
L'evento miracoloso alla base della costruzione del santuario stesso ebbe luogo, secondo la tradizione, il 29 settembre mwawa1504 a Tirano, in un orto, quando la mwaweMadonna apparve a Mario Omodei, chiedendogli di edificare in quel luogo un tempio in suo onorecite-ref-21[21]. Egli fu quindi il primo promotore della costruzione del Santuario, iniziata il 25 marzo (giorno dell'Annunciazione di Maria Vergine) del mwawy1505 e terminata nella sua parte esteriore nel mwawc1513. Per la consacrazione della chiesa si dovette attendere sino al 14 maggio mwawg1528 quando, completati gli interni, il santuario venne benedetto dal mwawkvescovo di Como Cesare Trivulzio.cite-ref-22[22]
Collegiata Prepositurale di San Martino
Anticamente sottoposta alla chiesa parrocchiale di mwaxeVilla di Tirano, la chiesa madre di Tirano se ne distaccò già dal mwaxi1589 con un atto siglato dal vescovo di Como, mwaxmFeliciano Ninguarda, che proprio in quell'anno si recò in visita pastorale nel comune.
Fu questo, probabilmente, uno dei motivi che vede tradizionalmente contrapposti i due paesi, le cui tensioni portarono nel mwaxu1629 il vescovo di Como, Lazzaro Carafino, a concedere alla chiesa di San Martino il titolo di collegiata, stabilendo una volta per tutte il primato tiranese su quello di Villa di Tirano, malgrado le proteste della popolazione villasca.
L'origine della chiesa di San Martino è incerta: probabilmente doveva sorgere in questo stesso luogo una chiesa medioevale della quale sono rimaste alcune tracce visibili, mentre altri studi hanno riportato l'origine della struttura addirittura al mwaxcVII secolo.
L'impianto della struttura risale invece alla metà del mwaxkXVII secolo, quando la chiesa venne completamente ricostruita dalle fondamenta, inglobando solo minime parti della precedente struttura. La facciata risale invece al mwaxo1870 ed è un progetto del celebre architetto milanese mwaxsCarlo Maciachini; gli affreschi del pronao sono del pittore valtellinese Giovanni Gavazzeni.
Chiesa di Sant'Agostino
La chiesa di Sant'Agostino di Tirano è una chiesa a navata unica, di modeste dimensioni che si trova nella cerchia del centro cittadino, in via XX Settembre. Ricca di affrescature interne a mwax4trompe l'oeil di stile rococò e di una pregevolissima pala d'altare che rappresenta san Nicola da Tolentino in preghiera davanti alla Madonna col bambino che intercede per le anime dannate, è co-dedicata a Santa Teresa di Lisieux. La chiesuola, che ospita ai lati quadri a tema religioso di un pittore locale morto nel 1716, era annessa al convento agostiniano sciolto nel 1652 in forza della riforma voluta da Innocenzo X con la bolla mwax8Instaurandae regularis disciplinae. Divenuta in un primo tempo cappella del neocostituito Istituto scolastico voluto da Giovan Battista Marinoni (1656), passò poi a dipendere, per quanto riguarda il culto, alla parrocchia di Tirano.
Oratorio di San Pietro
La struttura dell'Oratorio di San Pietro è un luogo di culto di origine medioevale che veniva utilizzato come luogo di riunione e preghiera dei Disciplini o Confratelli di San Pietro. Successivamente, l'oratorio venne dedicato a mwayiSan Filippo Neri durante la prima metà del XVII secolo e i confratelli iniziarono il restauro della struttura. La struttura è composta da un locale per le riunioni, da una piccola cappella per le preghiere dei confratelli, da alcune cantine e da un deposito stabile per il grano. Di rilievo è un portale in pietra verde, che si affaccia su via Torelli, che venne realizzato nel mwaym1629, come riporta un'iscrizione, la quale indica anche le lettere "SD" per "Schola Disciplinorum".
Xenodochio di Santa Perpetua
Il fatto che Tirano sia stata per secoli crocevia di viandanti e di mwayypellegrini è testimoniato dallo mwaycxenodochio di mwaygSanta Perpetua, risalente all'mwaykXI secolo, ove venivano ospitati coloro che dal milanese e da Venezia si recavano in Germania, e che ancora domina Madonna di Tirano col piccolo campanile della sua chiesetta situata sopra il santuario che vanta affreschi alto medioevali.
Chiesa (forse xenodochio) di San Romerio
In mwaywterritorio svizzero nel comune di Brusio si incontra la chiesina di mway0San Romerio, costruito a 1.800 metri di altitudine su una rupe a strapiombo sul mway4lago di Poschiavo. Sebbene a partire dal 1234 S. Perpetua e S. Romerio risultino unificati sotto un'unica gestione, la fondazione di quest'ultimo tempietto risale agli albori dell'XI secolo. Luogo originale di romitaggio di conversi provenienti dalla val Poschiavina e da Tirano che si ispiravano alla vita del santo Romerio da Innsbruck, raggiungibile da Tirano attraverso la strada che da Baruffini passa sopra Sasso del Gallo, esso venne costruito al di sopra di una cripta antichissima, forse già luogo di culto in epoca precristiana, scoperta durante lavori di restauro nel 1951. Nel medioevo fu un centro di propulsione dei dissodamenti e della messa a coltura di vaste aree zerbive e boschive della zona, grazie ai cospicui lasciti ricevuti da persone devotecite-ref-23[23]. Al culto per san Romerio eremita si affiancò ben presto, fino a sostituirlo, quello per san Pastore e soprattutto per san Remigio vescovo, che soppiantò gli altri culti in epoca Barocca quando la chiesuola, ora gestita direttamente dai rettori della Basilica di Tirano, fu eretta a simbolo visibile della permanenza del culto cattolico in una valle fortemente penetrata dalla Riforma e divenne oratorio estivo per i numerosi contadini e braccianti di Baruffini Roncaiola e Brusio impegnati in estate nei lavori agricoli sui terreni che possedevano in Vianocite-ref-24[24]. La chiesuola è stata recentemente restaurata e la sua facciata a strapiombo messa in sicurezza da un complesso lavoro d'equipe italosvizzero che ha visto coinvolti società di ingegneria, ricercatori storici, archeologi e l'Universita degli studi di Milano, finanziati con fondi Interreg e col denaro raccolto da una apposita Fondazione. La proprietà dell'edificio è del Comune di Tirano, mentre il culto è di pertinenza della parrocchia di Brusio.
Chiesa di San Rocco (Rasica)
La chiesa San Rocco, posta in località Rasica, si presenta agli occhi del visitatore con una forma tipicamente ottagonale e nella sua forma originale risale al Cinquecento. A proposito di questa chiesa si narra che mwazkGian Giacomo Medici, Duca di Melegnano (il famoso mwazoMedeghino), nipote del pontefice mwazsPio IV, durante uno dei suoi infruttuosi tentativi di impadronirsi della mwazwValtellina, avrebbe inviato a Tirano nel mwaz01531 un suo emissario travestito da frate per provvedere alla costruzione di un edificio a forma di chiesa che avrebbe dovuto invece fungere da fortezza. Gli abitanti, accortisi dell'imbroglio, insorsero scacciando il falso frate e portarono a compimento la struttura sul progetto di una chiesa, dedicandola al culto di mwaz4San Rocco.
Architetture civili
Palazzo Salis
Palazzo Salis rappresenta un chiaro esempio di residenza nobiliare in Valtellina nel XVII secolo. Fu costruito a partire dagli inizi del Seicento da Giovanni Salis, governatore della Valtellina, partendo da un nucleo preesistente della famiglia Venosta, ed è caratterizzato nell'ampia facciata da un'impostazione tardo cinquecentesca con uno splendido portale a bugnato che riprende gli stilemi cari all'architettura toscano-medicea, realizzato su disegno di mwaacJacopo Barozzi detto "il Vignola". Gli interni, visitabili in un circuito museale di 11 sale, tutte affrescate e restaurate, mostra prevalentemente apparati decorativi di epoca barocca. In questo palazzo si ricorda anche il soggiorno di mwaagGiuseppe Garibaldi qui giunto durante le operazioni risorgimentali per la liberazione della mwaakValtellina, e l'eroe del Risorgimento, il Conte Ing. mwaaoUlisse Salis.
Palazzo San Michele
La struttura conosciuta come Palazzo San Michele era un tempo denominata col nome di "hostaria granda" ed era annessa al santuario mariano come luogo ove i pellegrini che vi giungevano potevano trovare ospitalità e ristoro. Successivamente divenuto casa padronale, il palazzo è costituito da un vasto cortile con due lati porticati da colonnati che si stagliano su due ordini di logge aventi archi a tutto sesto. I pilastri inferiori hanno base ottagonale.
Palazzo Visconti Venosta - Quadrio Curzio
Di origine probabilmente rinascimentale, questo palazzo appartenuto alla famiglia dei mwaa8Visconti Venosta, ora Quadrio Curzio, è un'elegante dimora del centro cittadino. Caratteristica è la loggia centrale della facciata con le tre tipiche aperture della serliana. Quella centrale è sostenuta, sul davanti, da due eleganti colonnine, mentre sul retro le colonne corrispondenti sono sostituite da due graziosi angioletti in volo che fingono di sostenere il punto di scarico della volta. Interessante anche il portale di marmo bianco sottostante la loggia che fa da ingresso ad un piccolo cortile porticato ove sono ravvisabili stucchi e fregi di epoca rinascimentale.
Palazzo Merizzi
Il palazzo fa risalire il proprio impianto originale al XVI secolo. L'ingresso è contraddistinto da due ampi portali in pietra con archi a tutto sesto, di cui uno immette sul cortile d'onore realizzato quasi integralmente nel XVIII secolo. Questo ha una pianta quadrata ed è porticato da colonne e pilastri. Gli interni, contraddistinti da un gran numero di stanze con decorazioni d'epoca, presentano due famosi saloni foderati di pannelli in legno intagliato e dipinto con decorazioni in mwabistile Luigi XIV, risalenti appunto al Seicento.
Palazzo Andres
È un antico palazzo dei Venosta con curiosi mascheroni monocromi dipinti nei voltini in muratura sotto la parte sporgente del tetto alla sommità della facciata. Viene da questo palazzo la vera in marmo del pozzo cinquecentesco, collocata nella corte della villa museo Visconti Venosta di Grosio.
Palazzo Parravicini
Il Palazzo, situato nel centro storico della città, si apre sull'omonima, amena piazza, la più grande del centro storico dopo piazza Cavour, costruita per altro molto più recentemente (1853). La serie di edifici, uniti da un'unica facciata risalente al XVII secolo, appartenevano alla potente famiglia Parravicini, di origine milanese, la cui presenza in valle è attestata anche in molti comuni, specialmente della bassa Valtellina (su tutti, Traona, il cui stemma è mutuato dello scudo gentilizio di tale famiglia). E' il più grande palazzo della città dopo il Salis ma, a differenza di questo, appare in precario stato di conservazione. La proprietà risulta oggi frammentata fra più famiglie, lì insediatesi dopo che il palazzo fu espropriato dallo stato napoleonico a causa delle posizioni ferocemente antifrancesi del suo ultimo proprietario integrale, Giovanni Simone Parravicini (1757-1818). Personaggio ambizioso e privo di scrupoli, Simone Parravicini riuscì a farsi nominare Cancelliere di Valle nella breve parentesi dell'occupazione austrorussa fra l'estate del 1799 e la primavera del 1800 e fu artefice di una feroce persecuzione contro le famiglie che avevano collaborato o erano state nominate reggenti del comune di Tirano sotto la prima Repubblica cisalpinacite-ref-25[25]. Tornati i francesi, il palazzo fu prima parzialmente trasformato in caserma, quindi nel 1818 in ospedale per la cura dei malati di tifo petecchiale. Dopo il 1859 ospitò per qualche tempo i Carabinieri reali e si pensò ad esso anche come sede della compagnia di Alpini che poi sarà alloggiata in casa Corvi (poi divenuta caserma Torelli). Gli eredi di Simone Parravicini conservarono solo una piccola ala del palazzo e la chiesetta antistante eretta nel 1664, nonché l'antica fontana sul lato frontale della piazza in una nicchia di gusto barocco. Tutti questi beni residuali passarono nel 1898 in eredità per via matrimoniale alla famiglia Merizzi.
Palazzo Buttafava
Anche questo è un antico palazzo Venosta passato ai Della Croce e successivamente ai Buttafava.
Palazzo Pievani
Distrutto da una frana del monte Masuccio, viene ricostruito nel 1582. Il Palazzo comprende la Chiesetta di San Giacomo e il relativo campanile del XII secolo, unico sopravvissuto alla distruzione. La parte residenziale del Palazzo e la Chiesetta si affacciano sulla Piazza privata Antonio e Mario Pievani.cite-ref-26[26] La chiesa e parte del palazzo sono stati donati al Comune da Maria Pievani per ospitarvi la biblioteca civica intitolata al marito, lo scrittore Paolo Arcari, per anni docente nell'Università svizzera di Friburgo e alla figlia Paola Maria, giurista, preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Sassari.
Palazzo Marinoni
Palazzo Marinoni nasce dalla fusione di più edifici di epoche diverse. Prende il nome da un ecclesiastico che ne fu proprietario e che a metà del XVII secolo lo lasciò insieme ad una cospicua rendita di 100.000 ducati in cartelle del Banco di Sant'Ambrogio perché vi funzionasse un ginnasio liceo, che infatti vi andò avanti fino al 1798. Sede dell'amministrazione comunale a partire dall'inizio del XIX secolo, deve il suo aspetto attuale ad interventi edilizi e di ingrandimento intrapresi a partire dal 1834-1837.
Palazzo Torelli
Il Palazzo Torelli è uno dei due edifici di rilievo nell'area del tiranese di proprietà dell'antica famiglia locale dei Torelli. Questo palazzo, di stile barocco, venne voluto nel XVIII secolo dalla famiglia Misasi che a quell'epoca ne era proprietaria, per poi passare ai Torelli. Qui nacque e visse il famoso statista mwaccLuigi Torelli.
Torre Torelli
Edificata attorno alla metà del XIX secolo come struttura per l'allevamento dei bachi da seta, la torre è un esempio di archeologia industriale ed una testimonianza della diffusione del gusto neogotico, tipico del periodo, in Italia. La struttura è corredata alla sommità da doccioni di stile medioevale a forma di drago, da una campana e un orologio per regolare i tempi di lavoro.
Ufficio delle Accise Dogane e Monopoli UD Tirano
La storia dell’edificio della dogana alla stazione di Tirano è strettamente connessa a quella delle ferrovie tra le quali venne costruito.
Nel 1902 giungeva a Tirano il primo convoglio della F.A.V. – Ferrovia Alta Valtellina – dopo il prolungamento della linea da Sondrio a Tirano.
L’evento diede la spinta decisiva al progetto, che risaliva al 1899, di costruire una ferrovia elettrificata a scartamento ridotto per il collegamento indiretto da Sankt Moritz, nell'alta Engadina in Svizzera, fino a Milano.
Il primo trenino del Bernina (con i vagoni dipinti di un vivace colore giallo limone - il rosso fu adottato in seguito), giunse a Tirano dalla limitrofa valle di Poschiavo nel 1908, e dopo due anni sarebbe stato completato tutto il tracciato attraverso il Passo del Bernina, collegando così l’Italia all’Engadina.
In questo quadro, si inserisce la costruzione della nuova Dogana alla stazione di Tirano.
Per i primi anni di esercizio della ferrovia del Bernina, esisteva solo una semplice pensilina che accoglieva i viaggiatori provenienti dalla Svizzera, come è testimoniato da alcune fotografie dell’epoca, ma un prezioso documento tra gli atti storici d’ufficio sancisce al 15 maggio 1927 la consegna al Ricevitore di Dogana del nuovo fabbricato, da parte dell’appaltatore e costruttore.
È un sobrio ed elegante edificio in stile Art-Déco pre-razionalista, con reminiscenze dell’architettura storica nelle colonne che scandiscono le trifore e le lesene della facciata, e nello stesso tempo dalla forte connotazione alpina per il tetto a piramide ribassata ricoperto di lastre di ardesia.
Negli anni successivi, la parte posteriore del fabbricato verso l’armamento ferroviario fu ceduta alla Ferrovia del Bernina.
Lo storico edificio, opportunamente riqualificato, mantiene la sua funzione di sede della Direzione dell’Ufficio delle Dogane di Tirano e di stazione della Ferrovia retica.
Architetture militari
Le Tre Porte
Dopo la costruzione delle mura ludoviciane a Tirano, vennero erette anche tre porte per consentire l'accesso alla città e vennero realizzate in corrispondenza delle vie commerciali e militari di maggior rilievo. Esse sono ancora presenti nel centro storico dell'abitato e portano i nomi di mwadcPorta Milanese (in direzione di mwadgMilano), mwadkPorta Poschiavina (in direzione di mwadoPoschiavo) e mwadsPorta Bormina (in direzione di mwadwBormio).
Castello Omodei
Indicato anche come "Castello del Dosso", il castello di Tirano è indubbiamente uno degli edifici più antichi della città. Esso è posto per ragioni strategiche in posizione dominante sull'abitato e sin dal medioevo ha svolto la funzione di principale baluardo di difesa della città e della sua vallata. Della sua storia sappiamo che esso era già presente nel mwaea1140 quando proprietario dello stabile era il vescovo di Como, Ardizzone, che ne fece residenza per i prelati comaschi quando questi si trovavano in visita in mwaeeValtellina, e successivamente passò nelle mani della nobile famiglia degli mwaeiOmodei. Smantellato dai mwaemGrigioni quando presero possesso della città, esso non venne più ricostruito e giace allo stato di rudere.
Altri luoghi d'interesse
Tirano è stata definita "la mwaeoMerano della mwaesValtellina", poiché con quella località condivide la presenza di viali e strade alberate e pregevoli giardini pubblici nelle zone centrali.
La parte storica, che sorge sulla riva sinistra dell'Adda è, a tratti, ancora circondata dalle possenti mura volute dal duca di mwae0Milano mwae4Ludovico il Moro verso la fine del mwae8XV secolo, e dominata dalle rovine della poderosa Torre del castello di Santa Maria, familiarmente detto Castellaccio, di recente restaurate.
In buono stato di conservazione sono le tre porte da cui si accedeva al borgo: la Porta Poschiavina collegante con i mwafyGrigioni e l'mwafcEngadina, la Porta Bormina verso Bormio e il mwafgPasso dello Stelvio e la Porta Milanese attraverso la quale accedeva chi pervenisse dal mwafkLago di Como o dal mwafoPasso dell'Aprica.
A Tirano sono presenti diversi palazzi signorili: tra questi si ricordano Palazzo Marinoni (anticamente convento degli mwafwAgostiniani nel mwaf0XV secolo ed ora sede municipale), Palazzo Quadrio, Palazzo SALIS, Palazzo Merizzi, Palazzo D'Oro-Lambertenghi, Palazzo Visconti-Venosta, Palazzo Pievani, Palazzo Parravicini, Palazzo Buttafava, Palazzo Torelli (mwaf4XVII-mwaf8XVIII secolo).
Società
Evoluzione demografica
Cultura
mwagkMusei
Museo Etnografico Tiranesecite-ref-28[28]
Palazzo Saliscite-ref-29[29]
Casa-Museo D’Oro Lambertenghicite-ref-30[30]
Cucina
«Voltolina, com'è detto, valle circundata d'alti e terribili monti, fa vini potenti ed assai, e fa tanto bestiame, che da paesani è concluso nascervi più latte che vino.»
Tipici della zona sono, oltre a formaggi e salumi, la vasta produzione di mwahwmele nelle zone sul versante orobico ed i vini (basti ricordare lo Sforzato, prodotto anche con uva fatta mwah0passire sui graticcicite-ref-31[31]) prodotti sui tipici vigneti a terrazzo del versante retico, dominati dalle frazioni Baruffini e Roncaiola.
In tempi più antichi era diffusissima in valle la coltivazione del mwaimgrano saraceno, che ci ha lasciato famosi piatti tradizionali, a base di farina nera e formaggi, quali:
• mwaiypolenta nera
• mwaigsciatt
• mwaiopizzoccheri
• mwaiwchisciöi
Economia
Artigianato
Infrastrutture e trasporti
Strade
Tirano è situata in corrispondenza dello snodo tra due importanti strade carrozzabili:
• la mwaj8Strada statale 38 dello Stelvio, che permette di raggiungere agevolmente da un lato mwakaMilano (imboccando la mwakeStrada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga all'altezza di mwakiPiantedo) e mwakmComo (tramite la cosiddetta "mwakqVia Regina", che anch'essa si dirama da mwakuPiantedo) e dall'altro la mwakyVal Venosta e mwakcBolzano passando per il mwakgPasso dello Stelvio;
• la mwakoStrada statale 38 dir/A dello Stelvio, che prosegue in territorio svizzero come mwaksStrada principale 29, che collega Tirano all'mwakwEngadina attraverso il mwak0Passo del Bernina.
Ferrovie
A Tirano vi sono due mwalastazioni ferroviarie situate sulla medesima piazza, entrambe con funzione di capolinea delle rispettive tratte ferroviarie che tuttavia non sono collegate tra loro:
• la mwalmstazione RFI, capolinea della mwalqlinea per Lecco, gestita fino al mwalu1970 dalla società mwalyFerrovia Alta Valtellina e poi da mwalcRete Ferroviaria Italiana;
• la mwal4stazione della Ferrovia Retica, capolinea della mwal8linea per Sankt Moritz, a mwamascartamento metrico, che attraversa la mwameVal Poschiavo e il mwamiPasso del Bernina seguendo un percorso che per bellezza e arditezza è considerato tra i più interessanti al mondo, tanto da essere stato incluso nei mwammpatrimoni dell'umanità dell'mwamqUNESCO nel mwamu2008.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1946 | Nicola Lucini | | Sindaco | |
| 1946 | 1949 | Bernardino Mazza | | Sindaco | |
| 1949 | 1951 | Balilla Pinchetti | | Sindaco | |
| 1951 | 1956 | Ermeneglido Cattaneo | | Sindaco | |
| 1956 | 1960 | Benedetto Della Vedova | | Sindaco | |
| 1960 | 1964 | Andrea Panizza | | Sindaco | |
| 1964 | 1970 | Aldo Oberti | | Sindaco | |
| 1970 | 1990 | Lorenzo Maganetti | | Sindaco | |
| 1990 | 1999 | Flavio Poluzzi | | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Giordano Rossi | Lista civica | Sindaco | |
| 2004 | 2014 | Pietro Giovanni Del Simone | Lista civica "Progetto per Tirano" | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 10 giugno 2024 | Franco Spada | Lista civica "Rinnova Tirano" | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Stefania Mariagrazia Stoppani | Lista civica "Officina Tirano" | Sindaco | |
Altre informazioni amministrative
Tirano è capoluogo della mwam4Comunità Montana della Valtellina di Tirano, che raggruppa complessivamente 12 comuni.
Sport
Calcio
La squadra di mwanicalcio locale è l'Unione Sportiva Tiranese, nata nel 1919, mai spintasi oltre i campionati dilettantistici a carattere locale.
Ciclismo
Il 10 giugno mwanu1967 ha ospitato l'arrivo della 21ª tappa (mwanyTrento - Tirano) del mwanc50º Giro d'Italia con la vittoria di mwangMarcello Mugnaini.
L'11 giugno mwano1967 ha ospitato la partenza della 22ª tappa (Tirano - mwansMadonna del Ghisallo) del mwanw50º Giro d'Italia con la vittoria di mwan0Aurelio González.
L'11 giugno mwan81991 ha ospitato la partenza della 16ª tappa (Tirano - mwaoaSelva di Val Gardena) del mwaoe74º Giro d'Italia con la vittoria di mwaoiMassimiliano Lelli.
Il 23 maggio mwaoq2005 ha ospitato la partenza della 15ª tappa (Madonna di Tirano - mwaouLissone) del mwaoy88º Giro d'Italia con la vittoria di mwaocAlessandro Petacchi.
Il 28 maggio mwaok2008 ha ospitato l'arrivo della 20ª tappa (mwaooRovetta - Tirano) del mwaos91º Giro d'Italia con la vittoria di mwaowEmanuele Sella.
Il 25 maggio mwao42011 ha ospitato l'arrivo della 17ª tappa (mwao8Feltre - Tirano) del mwapa94º Giro d'Italia con la vittoria di mwapeDiego Ulissi.
Il 27 maggio mwapm2015 ha ospitato la partenza della 17ª tappa (Tirano - mwapqLugano) del mwapu98º Giro d'Italia con la vittoria di mwapySacha Modolo.
Il 6 luglio mwapg2016 ha ospitato l'arrivo della 5ª tappa (mwapkGrosio - Tirano) del mwapoGiro Rosa con la vittoria di mwapsMara Abbott.
Il 24 maggio mwap02017 ha ospitato la partenza della 17ª tappa (Tirano - mwap4Canazei) del mwap8100º Giro d'Italia con la vittoria di mwaqaPierre Rolland.
Il 18 giugno mwaqi2017 ha ospitato la 2ª tappa dell'8º mwaqmGiro d'Italia di handbike con la vittoria assoluta di mwaqqVittorio Podestà.
Il 1º maggio mwaqy2019 ha ospitato la 3ª tappa del 10º mwaqcGiro d'Italia di handbike con la vittoria assoluta di mwaqgVittorio Podestà.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwassmwaswmwas0Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwas4demo.istat.it, mwas8ISTAT.
cite-note-21. mwatmmwatqmwatuComune di Tirano - Statuto (mwatymwatcPDF), su mwatgcomuniecitta.it.
cite-note-divamm-sismica-32. mwatwmwat0mwat4Classificazione sismica (mwat8mwauaXLS), su mwauerischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwauumwauymwaucTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaugmwaukPDF), in mwauociterefmwausLeggemwauw mwau026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwau4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwau8 151. mwavaURL consultato il 25 aprile 2012 mwave(archiviato dall'mwaviurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ mwavymwavcmwavgarticolo informativo della popolazione tiranese, su mwavkintornotirano.it.
cite-note-66. ↑ mwav0Redazione 05 aprile 2018 12:34 Facebook WhatsApp, mwav4mwav8Tirano, l'origine del nome della città, su mwawaSondrioToday. mwaweURL consultato il 2 febbraio 2026.
cite-note-referencea-77. ↑ R. Sertoli Salis mwaxmTirano di ieri: saggi storici con una tavola, ed. A. Giuffrè, 1959
cite-note-referencec-88. ↑ E. Pedrotti mwaxcLe fortificazioni di Tirano, ed. A. Giuffrè, 1960
cite-note-99. ↑ G. A. Cornacchi, mwaxsBreve Istoria della Miracolosissima Madonna di Tirano, 1621, rist., Tirano, 1934.
cite-note-referenceb-1010. ↑ E. Pedrotti, P. Angelini e U. Cavallari mwax8Regesto delle pergamene della parrocchia di S. Martino di Tirano, ed. A. Giuffrè, 1961
cite-note-1111. ↑ Caronni Giancarlo e Rimonta Daniela, mwaymIl Santuario di Corbetta, Amilcare Pizzi ed., Cinisello Balsamo, 1995. ISBN 88-85153-01-1
cite-note-1212. ↑ citerefdssmwaygmwaykProtestantesimo, in mwayomwaysDizionario storico della Svizzera.
cite-note-1313. ↑ mway8mwazamwazeSacro Macello, in mwazimwazmDizionario storico della Svizzera.
cite-note-a-giussani-e-l-1926-1414. ↑ A. Giussani e L. Varischetti, mwazcIl Santuario della Madonna di Tirano nella Storia e nell'Arte, Como, 1926, rist. Sondrio, 1964
cite-note-1515. ↑ mwazsA. Viviani mwazwMagenta, 4 giugno 1859, ed. Zeisciu, 1997, rist. 2009.
cite-note-1616. ↑ mwa0aCDEC Digital Library.
cite-note-acs-1717. ↑ mwa0ymwa0cmwa0gTirano, Sondrio, su mwa0kdati.acs.beniculturali.it, Archivio centrale dello Stato, Ufficio araldico, busta 203, fascicolo 3047.6 categoria Comuni.
cite-note-184. mwa00mwa04mwa08Città di Tirano – (SO), su mwa1aaraldicacivica.it.
cite-note-1919. ↑ mwa1qBruno Ciapponi Landi, mwa1umwa1yLo stemma del Comune di Tirano (mwa1cmwa1gPDF), in mwa1kBollettino della Società storica valtellinese, 1998, pp.mwa1o 195-196.
cite-note-2020. ↑ mwa14mwa18mwa2aVisconti Venosta, su mwa2eservizi.ct2.it. mwa2iURL consultato il 16 maggio 2021 mwa2m(archiviato dall'mwa2qurl originale il 16 maggio 2021).
cite-note-2121. ↑ mwa2gmwa2kCammilleri,mwa2o 29 settembre.
cite-note-2222. ↑ G. A. Cornacchi, mwa24Breve Istoria della Miracolosissima Madonna di Tirano, 1621, rist. Tirano, 1934
cite-note-2323. ↑ mwa3iLanfranchi Arno, mwa3mEconomia agricola e società medioevale valtellinese nei documenti del convento di S. Romerio e di S. Perpetua (fino al 1300), in mwa3qTesi si laurea presso l'Università di Zurigo, 1988.
cite-note-2424. ↑ mwa3gAlberto Enrico Gobetti, mwa3kAlcune note sulla cripta e l’ossario di San Romerio in Viano, in mwa3oQuaderno grigioniitaliano, 94 (2025/1).
cite-note-2525. ↑ mwa34mwa38Giuseppe Romegialli, Storia della Valtellina e delle già contee di Bormio e Chiavenna, Capolago-Sondrio, 1834-1844, volume V, pp. dalla 295 in poi e soprattutto 459-506..
cite-note-2626. ↑ mwa4mmwa4qmwa4uPalazzo Pievani a Tirano, su mwa4ypalazzopievani.it.
cite-note-2727. ↑ Dati tratti da: mwa4omwa4smwa4wmwa40mwa44Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwa48mwa5aPDF), su mwa5eebiblio.istat.it, mwa5iISTAT. mwa5mmwa5qmwa5umwa5yPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwa5cesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-2828. ↑ mwa5wmwa50mwa54Museo Etnografico Tiranese, su mwa58valtellina.it.
cite-note-2929. ↑ mwa6mmwa6qmwa6uPalazzo Salis, su mwa6yvaltellina.it.
cite-note-3030. ↑ mwa6omwa6smwa6wCasa-Museo D’Oro Lambertenghi, su mwa60museionline.info.
cite-note-3131. ↑ mwa7emwa7imwa7mbernina-express, su mwa7qbernina-express.com. mwa7uURL consultato il 1º maggio 2018 mwa7y(archiviato dall'mwa7curl originale il 29 aprile 2018).
cite-note-aci-3232. ↑ mwa7smwa7wAtlante cartografico dell'artigianato, vol.mwa70 1, Roma, A.C.I., 1985, p.mwa74 14.
Bibliografia
• G. A. Cornacchi, mwa8iBreve Istoria della Miracolosissima Madonna di Tirano, 1621, ristampa, Tirano, 1934.
• Antonio Giussani e L. Varischetti, mwa8qIl Santuario della Madonna di Tirano nella Storia e nell'Arte, Como, 1926, ristampa Sondrio, 1964.
• R. Sertoli Salis, mwa8yI Salis di Valtellina e il loro palazzo in Tirano, Tipografia Bettini e Ramponi, Tirano, 1953.
• R. Sertoli Salis, mwa8gTirano di ieri: saggi storici con una tavola, editore A. Giuffrè, 1959
• Egidio Pedrotti, mwa8oLe fortificazioni di Tirano, editore A. Giuffrè, 1960.
• Egidio Pedrotti, P. Angelini, U. Cavallari, mwa8wRegesto delle pergamene della parrocchia di S. Martino di Tirano, editore A. Giuffrè, 1961.
• citerefcammilleriRino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikinotizie
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
• Wikinotizie contiene notizie di attualità su Tirano
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tirano
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Tirano
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.tirano.so.it.
• Sito ufficiale, su comune.tirano.so.it.
• citerefsapere-itTirano, su sapere.it, De Agostini.
• mwaa(IT, DE, FR) Tirano, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citereflombardiabeniculturaliTirano, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwa94Giovan Angelo e Tiburzio Del Maino, Altare dell'Apparizione della Madonna al 'beato' Mario, Tirano, santuario della Madonna, 1519-1524, su creval.it. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).